10-16 febbraio 2026, Giornate di Raccolta del Farmaco: una settimana di solidarietà per le pazienti oncologiche
- Libellule Onlus
- 10 ore fa
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Dal 10 al 16 febbraio torna la 26ª edizione delle Giornate di Raccolta del Farmaco, l’iniziativa nazionale che ogni anno trasforma le farmacie in luoghi di solidarietà concreta. Il messaggio che accompagna questa settimana è semplice e diretto: “Perché nessuno debba più scegliere se mangiare o curarsi.”
È una frase forte, ma racconta una realtà che esiste davvero. In Italia, molte persone che affrontano una malattia grave si trovano a sostenere spese sanitarie importanti, non sempre coperte dal Servizio Sanitario Nazionale. Tra queste ci sono anche le pazienti oncologiche, che durante le terapie hanno bisogno di integratori, vitamine, antidolorifici e prodotti di supporto per affrontare gli effetti collaterali delle cure.
Dolori, nausee, stanchezza, carenze vitaminiche, problemi cutanei o digestivi sono esperienze comuni per chi sta seguendo un percorso oncologico. Per alleviarle, i medici prescrivono spesso prodotti che migliorano la qualità della vita e aiutano a sopportare meglio le terapie. Il problema è che molti di questi non sono rimborsati. Così, per alcune donne, anche un integratore o un antidolorifico diventano una spesa difficile da sostenere.
Succede allora che qualcuno rinunci, qualcun altro rimandi, qualcun altro ancora cerchi di resistere senza aiuti. E questo significa affrontare le cure con un peso in più, proprio quando si avrebbe bisogno del massimo sostegno.
È da questa consapevolezza che nascono le Giornate di Raccolta del Farmaco. Per una settimana, le farmacie aderenti diventano luoghi in cui ognuno può compiere un gesto semplice: acquistare, insieme ai propri prodotti, uno dei farmaci o degli integratori indicati dai volontari e destinarlo a chi ne ha bisogno.
Fondazione Libellule partecipa anche quest’anno all’iniziativa con le proprie volontarie presenti in tre farmacie di Milano. I prodotti raccolti verranno consegnati alle pazienti oncologiche in difficoltà socioeconomica seguite dalla Fondazione, donne che stanno affrontando cure impegnative e che spesso devono fare i conti anche con problemi economici.
Il meccanismo è molto semplice. Si entra in farmacia, si chiede alle volontarie quali prodotti sono necessari e se ne aggiunge uno alla propria spesa. Bastano pochi minuti e un piccolo contributo per trasformare un gesto quotidiano in un aiuto concreto.
Durante questa settimana succede qualcosa di speciale. Le farmacie diventano luoghi di incontro tra storie diverse: quella di chi entra per acquistare un farmaco per sé e quella di chi, nello stesso momento, sta affrontando una malattia e non può permettersi i prodotti necessari. Molte persone scoprono l’iniziativa proprio grazie alle volontarie e, dopo una breve spiegazione, decidono di contribuire. Un integratore, un antidolorifico, un prodotto in più nello scontrino. Piccoli gesti che, sommati, diventano un sostegno reale. E a volte, anche un aiuto minimo può alleggerire una situazione molto difficile.
Fondazione Libellule lavora ogni giorno accanto alle donne colpite da tumori femminili, con progetti di prevenzione, cura e rinascita. Accanto alle attività mediche e informative, c’è anche un impegno concreto verso le pazienti in difficoltà economica, che si trovano ad affrontare non solo la malattia, ma anche le sue conseguenze sociali e finanziarie. Le Giornate di Raccolta del Farmaco rappresentano un momento importante di questa rete solidale. Grazie alla collaborazione con le farmacie e alla generosità dei cittadini, è possibile raccogliere prodotti indispensabili che permettono alle donne di affrontare le terapie con maggiore dignità e un po’ di sollievo in più.
Dal 10 al 16 febbraio, entrare in farmacia può diventare qualcosa di importante. Non servono grandi donazioni. Anche un piccolo contributo può fare la differenza. Perché la salute e un po’ di benessere non dovrebbero mai dipendere dalle possibilità economiche. E perché nessuno, davvero, dovrebbe essere costretto a scegliere tra curarsi e vivere.






















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