La Vita al Centro | Paola Martinoni e Raffaela Di Pace: dopo i 50, prevenzione, tumori femminili e longevity
Che cosa significa davvero parlare di longevità? Non soltanto vivere più a lungo, ma arrivare agli anni che abbiamo davanti nelle migliori condizioni di salute possibili. È uno dei messaggi emersi il 19 settembre a Milano durante “La Vita al Centro”, l’evento dedicato alla Middle Age e alla longevity organizzato dalla dott.ssa Raffaella Di Pace, al quale ha partecipato anche Fondazione Libellule Insieme con la sua fondatrice, dott.ssa Paola Martinoni.
Il 19 settembre, all’Hotel dei Cavalieri Milano Duomo, professionisti provenienti da ambiti differenti si sono incontrati per parlare di una fase della vita che oggi merita uno sguardo nuovo: quella che comincia intorno ai 45-50 anni e che può rappresentare l’inizio di molti decenni ancora da vivere.
“La Vita al Centro – A 50 anni ricomincio da me” nasce proprio con questo obiettivo: costruire una nuova cultura della longevità e della cura di sé, mettendo in relazione medicina, prevenzione, alimentazione, movimento, psicologia, relazioni, sessualità e benessere.
Per Fondazione Libellule Insieme è stata anche l’occasione per portare all’interno di questo confronto un tema che appartiene profondamente alla sua missione: la prevenzione dei tumori femminili.
Dopo i 50, la prevenzione diventa parte della longevity
Quando si parla di longevity si pensa spesso all’alimentazione, all’attività fisica, al sonno, al mantenimento della massa muscolare o alla salute cardiovascolare. Sono tutti aspetti importanti. Ma vivere più a lungo e in salute significa anche non dimenticare la prevenzione oncologica.
Ed è proprio questo il punto sul quale si sono incontrate le esperienze della dott.ssa Raffaella Di Pace, ginecologa e sessuologa, e della dott.ssa Paola Martinoni, medico chirurgo, senologa e fondatrice di Fondazione Libellule Insieme.
Due specialità differenti e uno stesso sguardo sulla salute della donna: non aspettare la comparsa di un sintomo per iniziare a prendersi cura di sé.
La prevenzione non dovrebbe essere vissuta come una serie di appuntamenti isolati da ricordare ogni tanto. È piuttosto un percorso che cambia insieme a noi: gli esami e i controlli necessari a 30 anni non sono necessariamente gli stessi a 50, 60 o 70 anni. Età, storia personale e familiare e fattori di rischio contribuiscono a definire il percorso più appropriato per ogni donna.
Da settembre a ottobre: un filo rosa che unisce la prevenzione
L'incontro è arrivato inoltre in un momento particolarmente significativo del calendario della prevenzione.
Settembre richiama l’attenzione sui tumori ginecologici e il World GO Day rappresenta un'importante occasione internazionale per accendere i riflettori su queste patologie.
Durante “La Vita al Centro”, la dott.ssa Di Pace ha portato il punto di vista della ginecologia, ricordando l’importanza degli strumenti che abbiamo a disposizione per la prevenzione e la diagnosi precoce, dal Pap test e test HPV alla vaccinazione contro l’HPV, secondo età, indicazioni e programmi previsti.
È nato così un dialogo naturale con la dott.ssa Martinoni, che ha spostato lo sguardo verso il mese che sta per iniziare. Ottobre è il mese rosa, tradizionalmente dedicato alla sensibilizzazione sul tumore al seno. Per Fondazione Libellule Insieme rappresenta un momento particolarmente importante dell’anno, ma anche l'occasione per ribadire un concetto fondamentale: la prevenzione del tumore al seno non comincia e non finisce a ottobre.
Significa conoscere il proprio percorso di prevenzione, sottoporsi ai controlli indicati per la propria età e situazione personale e, quando necessario, rivolgersi allo specialista.
Settembre e ottobre diventano così due tappe consecutive di uno stesso racconto: la salute femminile non può essere divisa in compartimenti separati.
Non esiste una sola prevenzione
È forse questo uno degli aspetti più interessanti emersi da una giornata che ha riunito professionisti con competenze molto diverse.
La salute dopo i 50 anni è il risultato di molti elementi che si intrecciano. C'è la prevenzione primaria, che significa intervenire sui fattori di rischio modificabili e promuovere comportamenti favorevoli alla salute. E c'è la prevenzione secondaria, che attraverso screening e controlli appropriati punta a individuare una malattia nelle sue fasi iniziali, quando può essere possibile intervenire più precocemente.
Ma c'è anche un cambiamento culturale necessario: smettere di considerare la mezza età come una fase nella quale limitarsi a gestire ciò che inevitabilmente cambia. A 50 anni e oltre possiamo invece continuare a costruire salute.
Significa occuparsi del cuore e delle ossa, mantenere il corpo attivo, prestare attenzione all'alimentazione, alla salute ginecologica e senologica, al benessere psicologico e alla sessualità. Significa anche conoscere la propria storia familiare, ascoltare i cambiamenti del corpo e non rimandare i controlli raccomandati.
La longevity, vista da questa prospettiva, non è la ricerca astratta di qualche anno in più. È la possibilità di aumentare gli anni vissuti in salute e con una buona qualità di vita.
Paola Martinoni: «La diagnosi precoce può fare la differenza»
È il messaggio che la dott.ssa Paola Martinoni porta avanti da anni attraverso Fondazione Libellule Insieme: parlare di tumore non deve significare parlare soltanto della malattia quando arriva. Bisogna parlarne prima.
Informare, spiegare quali controlli fare e quando farli, aiutare le donne ad accedere alla prevenzione e ricordare che la diagnosi precoce può cambiare profondamente il percorso di una malattia oncologica sono parte integrante del lavoro della Fondazione.
A “La Vita al Centro”, il confronto con la dott.ssa Di Pace e con la giornalista Vera Martinella ha permesso di inserire questo messaggio in una riflessione più ampia: quella su come vogliamo vivere la seconda parte della nostra vita. Non si tratta di inseguire un'impossibile idea di eterna giovinezza. Si tratta di utilizzare ciò che oggi sappiamo sulla prevenzione per prenderci cura del futuro.
Fondazione Libellule Insieme a “La Vita al Centro”
Fondazione Libellule Insieme ha partecipato alla giornata anche con il proprio corner informativo, il Libellule Point e le volontarie della Fondazione, presenza preziosa nel raccontare direttamente al pubblico le attività dedicate alla prevenzione e al sostegno delle donne che affrontano o hanno affrontato una malattia oncologica.
Ringraziamo la dott.ssa Raffaella Di Pace per aver coinvolto Fondazione Libellule Insieme in un appuntamento capace di riunire professionalità ed esperienze differenti attorno a una domanda che riguarda tutti: come possiamo vivere più a lungo, ma soprattutto vivere meglio?
Una parte della risposta passa certamente dalla prevenzione. Ed è un messaggio che ci accompagna da settembre, mese dedicato alla sensibilizzazione sui tumori ginecologici, verso Ottobre Rosa, quando torneremo a parlare ancora più intensamente di tumore al seno e diagnosi precoce.
Perché i mesi della sensibilizzazione sono importanti per accendere i riflettori. La prevenzione, però, dura dodici mesi l’anno.























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