top of page
b9.jpg

ECOGRAFIA ADDOMINALE

L'ECOGRAFIA

L’ecografia addominale è un esame diagnostico non invasivo che utilizza gli ultrasuoni per osservare gli organi e le strutture presenti nell’addome.

A seconda dell’indicazione clinica e del tipo di ecografia richiesta, permette di studiare organi come fegato, colecisti e vie biliari, pancreas, milza, reni e vescica e di individuare eventuali alterazioni che richiedano ulteriori approfondimenti.

Non utilizza radiazioni ionizzanti ed è un esame generalmente indolore e ben tollerato.

L’ecografia addominale rappresenta uno degli esami diagnostici più utilizzati per approfondire sintomi, controllare condizioni già conosciute o valutare reperti emersi durante una visita o attraverso altri accertamenti.

PRENOTA UN'ECOGRAFIA 

COME SI SVOLGE

Durante l’ecografia addominale la persona viene fatta accomodare sul lettino, generalmente in posizione supina e con l’addome scoperto.

Il medico applica sulla pelle un gel trasparente e fa scorrere la sonda ecografica nelle diverse aree dell’addome. In alcuni momenti può chiedere al paziente di cambiare leggermente posizione oppure di inspirare profondamente e trattenere per alcuni secondi il respiro, per visualizzare meglio determinati organi.

Le immagini vengono visualizzate in tempo reale sul monitor e permettono al medico di esaminare gli organi e le strutture interessate.

L’esame è non invasivo e, nella maggior parte dei casi, indolore. Al termine è possibile riprendere le normali attività quotidiane.

PREPARAZIONE ALL'ESAME

L’ecografia mammaria non richiede una preparazione particolare: non è necessario essere a digiuno né modificare le proprie abitudini prima dell'esame.

È importante portare con sé eventuali ecografie, mammografie, risonanze magnetiche o altri esami senologici effettuati in precedenza. Il confronto con la documentazione precedente permette infatti al medico di valutare nel tempo eventuali modificazioni del tessuto mammario.

QUANDO FARLA

L’ecografia mammaria è uno degli strumenti utilizzati nella diagnostica senologica, ma non sostituisce la mammografia quando quest'ultima è indicata. I due esami hanno caratteristiche differenti e possono essere complementari.

Può essere indicata per:

  • approfondire la presenza di un nodulo o di un'area percepita alla palpazione;

  • valutare alterazioni o sintomi della mammella;

  • distinguere la natura solida o liquida di una formazione;

  • approfondire un reperto evidenziato durante una visita senologica o una mammografia;

  • completare lo studio di mammelle con tessuto particolarmente denso;

  • controllare nel tempo alterazioni già note;

  • valutare, quando necessario, anche i cavi ascellari.

Nelle donne più giovani l'ecografia può rappresentare l'esame diagnostico di primo livello in presenza di un nodulo o di altri segni clinici, poiché il tessuto mammario è generalmente più denso.

Con l'aumentare dell'età, invece, la mammografia assume un ruolo fondamentale nella diagnosi precoce del tumore al seno e l'ecografia può essere utilizzata come esame complementare quando il medico o il radiologo senologo lo ritengono opportuno.

In presenza di familiarità importante per tumore della mammella o dell'ovaio, fattori di rischio specifici o precedenti patologie mammarie, il percorso di sorveglianza deve essere personalizzato.

Non esiste quindi un'unica età o una frequenza valida per tutte: sarà il medico senologo a indicare quali esami effettuare e con quale periodicità sulla base dell'età, della storia personale e familiare e delle caratteristiche della mammella.

IL MEDICO

Dott.ssa PAOLA MARTINONI
Senologa

bottom of page